Alla Triennale di Milano “Green Life: Costruire Città Sostenibili“, dal 5 Febbraio al 28 Marzo 2010, una mostra celebra la filosiofia dell’ecocompatibilità. Protagonisti, ottanta “casi” di città, quartieri, edifici, operazioni urbane nel pieno rispetto dell’ambiente. A firmarle, archi-star “verdi”
MILANO - Quanto sono verdi le archi-star. Basta visionare il tetto ondulato insieme alla certosina strategia di materiali di riciclo che costituiscono il Dna della California Academy of Sciences di San Francisco di Renzo Piano. Progetto ultra-emblematico per l’architetto genovese che lo vede affiancato alla vertiginosa tettoia in legno concepita da Thomas Herzog per l’Expo 2000 di Hannover insieme al Soka Bau, l’edificio per uffici ad alta efficienza energetica di Wiesbaden. E l’estro ecologico di Renzo Piano riesce a duettare anche con le Vivaldi Towers di Norman Foster che svettano con garbo avant-garde nel quartiere energeticamente avanzato di Amsterdam e, ancora, con la sede dell’Assemblea regionale del Galles a Cardiff di Richard Rogers, certificata con lo standard ambientale Breeam così come il Terminal 4 dell’aeroporto di Madrid tutto giocato sulla valorizzazione della luce e della ventilazione naturale.
Sono questi i capolavori di un’architettura sostenibile nati dal genio e dalla sensibilità di Piano, Herzog, Forster, Rogers, i quattro moschettieri promotori della Carta Europea per l’energia solare nell’architettura e nella pianificazione urbanistica che hanno condiviso insieme a Auer + Weber l’avventura dell’eco-quartiere di Solar City a Linz. Sono loro che condensano il cuore della mostra organizzata insieme a Legambiente e Istituto di Ricerche Ambiente Italia per presentare i “casi” di città, quartieri, operazioni urbanistiche e saggi di architettura che hanno saputo coraggiosamente adottare azioni concrete per un futuro più vivibile. L’aspetto interessante della rassegna, come sottolinea lo staff di curatori (Maria Berrini, Aldo Colonetti, Fulvio Irace, Franco Origoni, Andrea Poggio) è che vengono indagati tutti progetti “realizzati, interventi di edilizia concretamente costruiti”.
A documentarli, un ricco repertorio di immagini, disegni, fotografie, filmati, materiali e tecnologie, per dimostrare “un presente che è già futuro”. L’obiettivo della mostra è ambizioso ma entusiasmante: testimoniare come l’architettura di oggi può costruire “città sostenibili nel segno di soluzioni, estetiche e ambientali, che rispettino le radici della nostra storia”. Protagonisti, più di ottanta “casi” tra edifici, quartieri, sviluppi urbani e contesti ambientali. Sfilano le singole realizzazioni di edifici, che vantano tutte riconoscimenti autorevoli tra certificazioni o premi per le prestazioni ambientali.
E in questa sezione, oltre alle archi-star “green”, spiccano gli edifici progettati negli anni novanta da Emilio Ambasz in Giappone (ACROS) e da Ken Yang in Malesia (Menara Mesiniaga), pionieri nel “vertical landscaping”, per l’uso del verde integrato in edifici di enorme dimensione, accanto ai più recenti Linked Hybrid di Steven Holl a Pechino, il Manitoba Hydro di KPMB_Architects a Winnipeg, il Genzyme Centre di Stefan Behnisch a Cambridge. Le case popolari espandibili con l’autocostruzione di Elemental Architects in Cile, la scuola di F. Kere in Burkina Faso o il recupero urbano a Dublino di B. Mc Evoy Arch, sono tra i progetti del 2009 selezionati dal Premio internazionale per l’architettura sostenibile Fassa Bortolo bandito dall’Università di Ferrara.
Tutti italiani, il Centre for Sustainable Energy a Ningbo in Cina di Mario Cucinella e Università di Nottingham, il Regional Environmental Centre a Budapest di Architetture Sostenibili e Federico Butera, il Centro per il benessere delle donne a Ouagadougou, in Burkina Faso di FARE studio. Un’idea di spazio pubblico lo offrono il Parco Urbano di Cino Zucchi e Gueltrini e Stignani Associati a San Donà di Piave e il recupero urbano con il Complesso Tortona 37 di Matteo Thun a Milano. Nella sezione “città”, spicca ovviamente Stoccolma, Green Capital 2010 e “fossil free” entro il 2050, di cui si illustra l’eco-quartiere di Hammarby e l’esperienza di diffusione del verde nei cortili del centro.
Focus su Amburgo, metropoli europea della green economy, premiata Green capital 2011 e impegnata a ridurre le proprie emissioni di CO2 del 40% entro il 2020. Attenzione ad Amsterdam, dove “il 57% degli spostamenti in centro è fatto in bici e dove entro il 2015 tutte le nuove costruzioni saranno ad emissioni zero”. Vengono documentati il suo più storico ecoquartiere (GWL Terrain), il quartiere del futuro ad alta efficienza energetica (Zuidas) e due edifici simbolici (Kraanspoor e la Public Library). Ancora, Copenhagen con il recupero dell’area del porto ai piccoli giardini verticali, Barcellona con i nuovi interventi di Distretto 22@, il Forum e la Sagrera, Vienna e Salisburgo con i “Quartieri solari e senza auto”. Fino agli ecoquartieri di Friburgo e Zurigo.
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Notizie utili – Triennale di Milano, Viale Alemagna 6.
Orari: mar-dom 10.30-20.30 gio 10.30-23.00 lunedì chiuso
Ingresso: 6/5/4 euro
Catalogo: Editrice Compositori
di LAURA LARCAN / la Repubblica Arte
Tags: ACROS, aeroporto di Madrid, Aldo Colonetti, Ambiente, Amburgo, Amsterdam, Andrea Poggio, archi-star, Architettura, architettura sostenibile, Architetture Sostenibili, Auer + Weber, B. Mc Evoy Arch, Barcellona, bici, Budapest, Burkina Faso, California Academy of Sciences, Cambridge, Centre for Sustainable Energy, Centro per il benessere delle donne, Cile, Cina, Cino Zucchi e Gueltrini e Stignani Associati, città, Complesso Tortona 37, Copenhagen, curatori, disegni, Distretto 22@, Dublino, eco- quartiere, ecoquartiere, Ecosistema urbano, edifici, Elemental Architects, Emilio Ambasz, emissioni di Co2, Eventi Milano, Expo 2000 di Hannover, FARE studio, Fassa Bortolo, Federico Butera, filmati, Forum la Sagrera, fossil free, Fotografia, fotografie, Franco Origoni, Friburgo, Fulvio Irace, Genzyme Centre, Giappone, giardini verticali, Green Capital 2010, Green capital 2011, green economy, GWL Terrain, Hammarby, immagini, Ken Yang, KPMB_Architects, Kraanspoor, Legambiente, Linked Hybrid, Linz, Madrid, Malesia, Manitoba Hydro, Maria Berrini, Mario Cucinella, materiali, Matteo Thun, metropoli europea, Milano, Milano, Mostre d'Arte, Mostre fotografiche, Ningbo, Norman Foster, Ouagadougou, Palazzo delle Esposizioni, Parco Urbano, Pechino, Public Library, quartieri, recupero urbano, Regional Environmental Centre, Renzo Piano, Richard Rogers, Salisburgo, San Donà di Piave, San Francisco, scuola di F. Kere, Solar City, Stefan Behnisch, Steven Holl, Stoccolma, tecnologie, Terminal 4, Thomas Herzog, Triennale di Milano, Università di Ferrara, Università di Nottingham, vertical landscaping, Vienna, Vivaldi Towers, Winnipeg, Zurigo



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