La natura made in Italy resta uno dei primi punti di forza del turismo estero in Italia. Una calamita insieme ovviamente all’arte, alla cucina e all’accoglienza. E così l’ecoturismo si organizza e Legambiente Turismo premia, le migliori azioni ambientali del 2009. Sono già 363 le aziende aderenti a Legambiente Turismo per il 2010, tra alberghi, campeggi, agriturismi, ristoranti e altro (con circa 60.000 posti letto) in 16 regioni italiane. Un settore in mostra alla Fiera di Padova ‘Vacanze Weekend’, il salone dedicato al turismo e al tempo libero che ha come partner Legambiente Turismo. ”Pur perdendo punti di fatturato rispetto al 2008, il turismo – riferisce Legambiente Turismo – ha tenuto più degli altri settori. I dati disponibili dimostrano che l’export totale italiano ha perso circa il 25% ma le entrate da viaggiatori internazionali verso l’Italia sono calate molto meno (il 7,9%). Il divario è ben maggiore in Veneto dove il calo dell’export è del 20% contro il 5% del turismo estero e in Emilia Romagna con l’export a meno 27% contro il 3% del turismo estero. Emerge da questi dati quanto sia necessario e moderno un legame più stretto delle attività produttive con le risorse del proprio territorio e non e’ un caso che il turismo, anche nella crisi, tenga piu’ di altri settori. ”I dati disponibili – ha detto Luigi Rambelli, Presidente Nazionale di Legambiente Turismo – ci confermano che anche nel 2009 l’Italia è stata scelta dal turismo estero soprattutto per l’accoglienza, l’ambiente e paesaggio naturale, le sue città e opere d’arte, la cucina e i pasti, il livello di sicurezza. La logistica, l’informazione e i servizi sono invece i punti neri dell’offerta e l’azione della nostra associazione è diretta a rendere più accoglienti e gradevoli le destinazioni turistiche e le strutture ricettive”. Legambiente Turismo ha deciso quindi di premiare 8 strutture ricettive e due gruppi locali. Premiata inoltre la provincia di Rimini per il progetto che facilita gli acquisti verdi nel turismo. (ANSA). Y72-GU
Archivio per la categoria Legambiente
Stop alle “sabbie mobili”: stop a terreni che galleggiano come a Maierato (Vv) e a interi paesi che sprofondano come San Fratello (Me). Ma, il 70% del territorio italiano potrebbe franare all’improvviso, mentre questa preoccupazione riguarda il 100% del suolo della Calabria.
Sono 5.581 i comuni italiani in cui il rischio idrogeologico alto (vedi ricerca Legambiente) – di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana sia di alluvione – e, in questo contesto, anche Umbria e Valle d’Aosta sono zone rosse al 100%. Mentre nelle Marche il rischio riguarda il 99% del territorio e nella Toscana il 98%. A fare la conta del suolo che sbriciola la Penisola, investendo di responsabilit le regioni, presentato oggi a Roma. Un rapporto – elaborato dall’istituto di ricerche Ambiente Italia e edito da edizioni Ambiente – che oltre a fornire indicazioni sullo stato di salute ambientale, chiede alle regioni di “adeguare le politiche per la tutela e la prevenzione del rischio idrogeologico esposto al pericolo di frane e alluvioni tramite il Piano territoriale regionale, strumento per la strategia di sviluppo del territorio”, puntando alla garanzia per “l’attuazione dei piani di bacino nella pianificazione territoriale e urbanistica attraverso i Piani territoriali di coordinamento provinciali”. E’ “l’eccessiva antropizzazione delle aree di esondazione naturale dei corsi d’acqua e dei versanti franosi e instabili” a rappresentare “un rischio ulteriore”. Le regioni con le pi alte percentuali di comuni con abitazioni in zone a rischio sono la Sicilia con il 93% e la Toscana con il 91%. In Sardegna c’ “la maggior percentuale di comuni con interi quartieri costruiti in zone a rischio”, mentre in Sicilia e Toscana si segnala anche “il più elevato numero di comuni con insediamenti industriali e produttivi in aree esposte a rischio idrogeologico”. Il problema “abusivismo” conta (al 2008) 28.000 nuove unit: e in prima posizione nella classifica del “ciclo illegale del cemento” si piazza la Campania con 1.267 infrazioni accertate con il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa (dal 1991 a oggi) per abusivismo edilizio. Le proposte prioritarie di Legambiente sono diverse: “adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio” a “partire dal Piano casa”; convivere “con il rischio, una filosofia che deve essere alla base degli interventi” e dei “sistemi di previsione”; lotta agli illeciti ambientali rafforzando “le attivit di controllo” contro “l’abusivismo edilizio” avviando le demolizioni; delocalizzare i beni esposti a frane e alluvioni, e prevenire gli incendi. Ma, nella lotta al dissesto idrogeologico, la miglior cura secondo gli ultimi dati di un dossier di Legambiente, un comune su quattro resta, per, immobile, mentre nel 30% delle amministrazioni – considerate a elevato rischio – si registra “a mancanza di politiche per la difesa del suolo”. Quello che occorre fare, conclude Legambiente, la sicurezza della collettivit e per evitare altri disastri come quelli di Messina”.
FONTE: l’Unione Sarda
VEDI RICERCA COMPLETA DI LEGAMBIENTE
Tags: Ambiente, Dissesto Idrogeologico, Legambiente, mappe del rischio, piano casa, rischio idrogeologico, sviluppo territoriale, territorio italianoPost correlati
In Italia ci sono circa 6mila cave attive e oltre 10mila abbandonate. Sono pari a circa 142milioni di metri cubi i materiali estratti ogni anno tra inerti, sabbia, ghiaia. Puglia, Lombardia e Lazio da sole raggiungono il 50% del totale estratto. Lo si legge nel rapporto di Legambiente, presentato oggi a Roma, Ambiente Italia 2010. La normativa nazionale al riguardo risale al 1927, “e in larga parte delle Regioni la situazione è del tutto inadeguata per un attività che ha un fortissimo impatto sull’ambiente e il paesaggio”. Pochissime regioni escludono le aree ambientalmente sensibili dall’attività e in metà addirittura mancano (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) o sono incompleti i Piani delle attività estrattive, con sommo gaudio delle organizzazioni criminali dedite all’ecomafia. A fronte degli esorbitanti guadagni realizzati da chi cava, i canoni di concessione sono drammaticamente irrisori. Il totale nazionale per regioni non arriva nemmeno a 53 milioni di euro rispetto al miliardo e 735 milioni di euro l’anno ricavato dai cavatori. “La sfida – spiega Legambiente – consiste nel completare il quadro delle regole e aumentare il controllo, adeguando i canoni di concessione ai modelli europei: con canoni di concessione pari a quelli inglesi (20% del prezzo di vendita), per esempio, si avrebbero nuove entrate per 570milioni di euro ogni anno. E puntare al recupero degli inerti attraverso la creazione di filiere virtuose gestite dalla stesse imprese edili”.
FONTE: APCOM
Tags: Abruzzo, Ambiente, Basilicata, Calabria, Campania, Cave, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Legambiente, Molise, Piani delle attività estrattive, Sardegna, SiciliaPost correlati
Come un’onda lunga che viaggia su binari antichi, in Italia si festeggia il l marzo 2009, la Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate. Gli eventi si svolgeranno durante la giornata, dal Piemonte alla Sicilia, e tutti dedicati alla riscoperta del nostro patrimonio ferroviario: escursioni a piedi e in bicicletta su tratte ferroviarie in abbandono, viaggi con convogli speciali, visite guidate agli impianti, mostre fotografiche, presentazioni di libri, incontri e dibattiti ecc.
Sono 86 gli eventi previsti – dichiara con soddisfazione Albano Marcarini, Presidente della Confederazione Mobilità Dolce – molti di più dei 50 dello scorso anno. Il chè dimostra il successo popolare di questa manifestazione, dedicata a tutte le piccole ferrovie italiane. È un modo civile per far comprendere a tutti che non esistono solo i treni superveloci, ma esiste anche un patrimonio ferroviario minore da non dimenticare: linee turistiche, ferrovie abbandonate da trasformare in greenways, rotabili storici da conservare.»
La Giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate, indetta da Co.Mo.Do (Confederazione per la mobilità dolce) e con la partecipazione di un nutrito gruppo di Associazioni (WWF Italia, Legambiente, Italia Nostra, Touring Club Italiano, Società Geografica Italiana, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Aigae, Club Alpino Italiano, Ferrovie Turistiche italiane e tante altre realtà nazionali e territoriali), ha i seguenti obiettivi:
- tramandare alle giovani generazioni il valore e l’importanza della ferrovia come mezzo di trasporto sostenibile
- promuovere la conoscenza del patrimonio storico delle ferrovie italiane
- spingere alla riattivazione, come ferrovie turistiche, delle piccole ferrovie soppresse o scarsamente esercitate
- incentivare l’uso della ferrovia come vettore della mobilità dolce (Treno+Bici, Trenotrekking ecc.)
- stimolare il recupero delle ferrovie definitivamente abbandonate sottoforma di piste ciclopedonali
Da non dimenticare infine la Maratona di Turismo ferroviario sperimentale, evento collaterale alla Giornata nazionale (21-22 febbraio 2009). Un viaggio reportage di 33 ore e 59 minuti di viaggio lentissimo da Milano a Roma, impiegando il maggior tempo possibile attraverso le linee ferroviarie secondarie d’Italia, proposta da UTP/Assoutenti, Ferrovie Turistiche italiane, Associazione Viaggi Desueti e sostenuta da Co.Mo.Do. Le persone che parteciperanno alla maratona di quest’anno avranno l’ingrato ma glorioso compito di documentare sulla loro viva pelle lo stato, le condizioni, le sensazioni, le pene e le gioie della rete ferroviaria minore.
Siti di Approfondimento: Comune di PoggibonsiFerrovie dimenticate
linea ferroviaria Temi-Sulmona
Tags: Ambiente, Amici della Bicicletta, Amici della Bicicletta, associazione, Associazioni, Associazioni, Bicicletta, Club Alpino Italiano, Co.Mo.Do., Confederazione per la mobilità dolce, escursioni, escursioni a piedi, escursioni in bicicletta, Federculture, ferrovia, ferrovia mezzo di trasporto sostenibile, Ferrovie, ferrovie abbandonate, ferrovie dimenticate, ferrovie turistiche, Ferrovie Turistiche, Giornata nazionale delle Ferrovie dimenticate, green, greenways, Italia Nostra, Legambiente, linee ferroviarie secondarie d’Italia, Maratona di Turismo ferroviario sperimentale, mobilità dolce, patrimonio storico delle ferrovie italiane, piccole ferrovie soppresse, piste ciclopedonali, Società Geografica, Territori, tour, Touring Club Italiano, tratte ferroviarie in abbandono, trekking, treni, Treno, Treno+Bici, Trenotrekking, Turismo, turisti, WWF Italia





FotoGalleria
RSS Italia
Votate Penisolabella
YouTube Penisolabella
Comprensorio Amerina
Galleria d'Arte Vittoria
Jenne Borgo Creativo
Lazio
Nazionale
Pipeca ristorante pizzeria
Quotidiano l'Opinione
Roma Informa




a>