Nato a Roma nel 1957, Fotografo di lungo corso (opero dal 1977) nell’arco di trent’anni sono diventato “uomo comunicazione” a 360° - Visual Communication maker - Storytelling Multimedia Web - dopo trent’anni di carta stampata, dall’avvento del digitale dell’informatica e del web, mi sono specializzato come web master e content multimediale, occupandomi di turismo e viaggi, promozione e valorizzazione di territori e identità territoriali, agricoltura e produzioni agroalimentari tipiche, strutture alberghiere ed extralbeghiere.
Cominciai ad appassionarmi alla fotografia nell’adolescenza e continuai durante il liceo artistico. Il percorso fu solitario tra cultura, arte, impegno sociale e politico. La scelta cadde sulla fotografia come mezzo di comunicazione in grado di esprimere e testimoniare concetti sociali e politici al di là delle parole. Quando ho iniziato, non esistevano scuole di fotografia nè workshop, non c’erano in Italia e men che meno a Roma, gallerie specializzate, né musei o centri dedicati che studiassero e promuovessero la fotografia. L’unica città che ne faceva largo uso era Milano ed echi lontani provenivano dagli USA attraverso la lettura mensile di una delle poche riviste di fotografia – “Photo”, “Progresso Fotografico”, “Fotografare”, “Tutti Fotografi”, “Zoom”, “Fotopratica” alle quali si aggiunsero tempo dopo “Reflex” e per un breve periodo “Il Fotografo” e una bella rivista di eleganti reportage artistici, realizzati con una formula nuova in tandem da fotografi e firme del giornalismo di penna, “Infinito” -. Niente mostre fotografiche e pochi libri, tanto che tutti quelli usciti all’epoca li ho acquistati tutti costruendomi una discreta biblioteca, grazie alla quale tanto ho imparato. Ho scoperto così il Lavoro dei fotografi della Farm Security Administration, l’organizzazione governativa che preparò l’opinione pubblica americana al New Deal, incaricando un gruppo di fotografi di documentare le condizioni di vita nelle zone degli Stati Uniti colpite dalla depressione dal 1935 al 1944. Anche conoscersi e potersi confrontare con autori importanti era difficile. Non era facile, quindi, costruirsi un futuro come fotografo. Questo non impediva certo di esplorare quello ci stava intorno, nonostante i pochi mezzi a disposizione. E farsi un background con miti, riferimenti e passioni personali diventava uno stimolo e una sfida continua. Così i miei miti, a quel tempo, erano i grandi reporter dell’agenzia Magnum e i protagonisti che vivevano la fotografia come impegno sociale, quasi come una missione di vita. Successivamente, dopo il mitico Henry Cartier Bresson, Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico, passando per Mario Cresci che ebbi la fortuna di conoscere e con cui collaborai per un breve periodo quando svolgevo il mio ruolo di picture editor presso le edizioni Abete di Roma. Avrei dovuto attendere trent’anni per incontrare e parlare con i mie miti e maestri. Durante il percorso formativo completamente da autodidatta, mai terminato, entro in contatto con due maestri di vita: Umberto Santucci col quale, per un anno, ho approfondito i temi della lettura dell’immagine e il regista Ermanno Olmi che mi spronò a continuare, apprezzando i miei bianconeri e consigliandomi a passare al colore. La passione per l’architettura e l’urbanistica ancor prima degli studi artistici e per il padre ingegnere laureato in architettura e urbanistica, fece il resto.
Poi nel 1989 il primo grande incarico, ottenuto dall’Assessorato all’Urbanistica Assetto del Territorio e Tutela Ambientale della Regione Lazio, di realizzare, in collaborazione con equipe d’ingegneri, architetti, urbanisti e sociologi, il progetto per la rilevazione fotografica della situazione urbanistica, ambientale e territoriale della regione, nell’ambito dei primi “Piani Paesistici e Territoriali di Coordinamento” sulla base della legge Galasso.
Così, con riferimento etico ed estetico, la fotografia è diventata per me missione e vita. Fare dell’immagine fotografica un documento e fare in modo che il documento diventi arte e comunicazione in grado di dare a quell’arte un’incommensurabile valore sociale. Pertanto, grazie alle nuove tecnologie, fotografia digitale e la telematica, trasformo il mio lavoro di fotografo in comunicazione artistica multimediale e nel 2009 ideo PENISOLABELLA nella convinzione che la Fotografia e l’Arte costituiscano per l’Italia e i suoi territori, il supporto concreto per una ristrutturazione produttiva orientata ad un mercato globalizzato, valore in sè con le identità territoriali che esprime. Il paesaggio può essere l’unica vera fonte di identità nazionale. L’unificazione del Paese, debole sul piano dei valori civili condivisi, può ritrovare una vera fonte di comunione nell’attaccamento all’ambiente naturale e architettonico. Perchè questo avvenga gli italiani devono essere educati e resi consapevoli dell’elevatissima qualità del territorio come ragione per sentirsi Nazione.
Questa è la mission di Penisolabella che racconta con la Fotografia e l’Arte, luoghi, territori, eccellenze e identità territoriali, luoghi meravigliosi, ricchi di bellezza, arte, architetture, paesaggi naturali e urbani, atmosfere, città e comuni grandi e piccoli dove regnano vita a misura d’uomo, slow food buona cucina e produzioni agroalimentari tipiche a Km 0, raccontati attraverso lo sguardo lento, meditativo, contemplativo della fotografia. Occhiovivo e macchina fotografica sempre al seguito.
Ho documentato paesi del mondo (Albania, Romania, Grecia, Kenia, Sud Sudan, Nepal, Buthan, Siria) e tanta Italia, soprattutto del sud. In qualità di picture editor della rivista “Viaggio in Italia” ho vinto il premio “Leader del Turismo ’85″
Il mio impegno è fotonarrare per promuovere la bellezza attraverso la fotografia, lo sguardo attento meditativo e contemplativo della fotografia, alla scoperta dell’Italia, occhio vivo e macchina fotografica al collo, per conoscere, narrare con la fotografia, ciò che nessuno racconta e mostra.
Quando incontro le persone, mi piace la buona conversazione. Non mi piace la polemica aggressiva cercando sempre le convergenze e mai le divergenze, ponendomi in ascolto e tentando di capire le ragioni dei mie interlocutori; amo l’incontro e l’arricchimento derivante dall’incontro con appartenenti a culture e religiose diverse. Sto bene in compagnia, ma anche da solo, con buone letture e buona musica. Mi piace lavorare in casa e quando esco, vado a piedi per vivere ciò che mi circonda; sono favorevole alla pedonalizzazione delle città, all’uso dei mezzi pubblici, del vivere con lentezza e consapevolezza, alla decrescita felice, al cibo buono, pulito e giusto, all’educazione e al risparmio alimentare ed energetico.
La fotografia è la mia vita e il mio modo di narrare la vita e fotografo per vivere, perdendomi tra sensazioni, emozioni e atmosfere, per non perdere me stesso. Fotografare è il mio sostentamento ma non la mia ansia. A chi pensa che sia facile se sei ricco, vorrei spiegare che, basta solo fermarsi a considerare che la vita è una e deve essere vissuta non nella corsa senza meta, finalizzandola al guadagno e allo spendere per guadagnare ancora, per raggiungere uno status sociale a danno del proprio rapporto con l’universo interiore. Il segreto della felicità sta nel consumare poco, vivere con poco, accontentarsi, cercare l’equilibrio tra bisogni e necessità. I soldi non sono un buon motivo per affannarsi sempre, angosciati, prepotenti e in guerra con tutti e col mondo. Io non sono ricco. Sono un precario da sempre e non avrò neppure la pensione. Potete non crederci, ma è così.
Per campare mi basta poco. Sono un asceta metropolitano e amo vivere con lentezza. Mi sono riappropriato della salute fisica e mentale, rieducandomi iniziando dall’alimentazione. Per guadagnare i soldi che mi servono, faccio il fotografo e giornalista, mi occupo di fotografia creativa e produzione di multimedia; faccio ciò che amo fare …. Vivo per la libertà, non lasciando che la vita e la società bulimica e consumista, m’impongano ritmi e necessità, felice di essere diverso nella normalità di una vita ecocompatibile a misura d’uomo, perché non voglio sprecare il tempo che la vita mi regala. Perché la vita è una bella avventura da vivere pienamente e consapevolmente. Ogni giorno si compone da sè e non so cosa accadrà, né me lo chiedo. Mi basta che in ogni momento, nessuno abbia più l’autorità di chiamarmi e dirmi cosa devo fare. Nessuno, tranne chi mi vuole bene, chi condivide le mie scelte o per qualche ottima ragione. Vendo le mie fotografie, mi occupo della promozione e diffusione del bello, dell’arte e degli artisti, soprattutto giovani, per i quali e con i quali ho fondato la Comunità dei Creativi. Svolgo Corsi di Fotografia anche con i ViaggidiFotografia, insegnando la fotografia agli appassionati di viaggi e fotografia. Sono impegnato sui temi della difesa dei diritti dei fotografi con il mio ruolo di responsabile nazionale fotografi dell’UGL Creativi. Pubblico online i miei lavori e quelli dei miei allievi attraverso il gruppo facebook Photo Art Gallery. Scrivo con parole e immagini, articoli per qualche giornale, naturalmente realizzo fotografie per realizzare mostre, merchandising e libri.
Le mie fotografie, rispondono sempre alla volontà di raccontare in un’armonia estetica, frutto di ricerca di equilibri compositivi nelle forme, nelle sfumature di colore o di grigio, di luci ed ombre; la mia cultura artistica di base, anche grazie oggi al digitale, mi porta a ricercare un risultato artistico che possa fondere tra loro pittura, scultura, grafica, fotografia, nel tentativo di raggiungere un equilibrio armonico musicale. Fotografo, contemplativo, meditativo, scatto fotografie, nell’intento di offrire una visione propositiva del mondo. La Fotografia e il racconto visuale che ne deriva, sono frutto di uno stile ascetico fatto di peregrinazioni, lunghe riflessioni e attente osservazioni, alla ricerca, del giusto soggetto, del migliore angolo visuale e del miglior modo di raccontare. Convinto che in una civiltà che produce e consuma così velocemente immagini e informazioni, l’arte fotografica con la posa, la lentezza dello sguardo, la capacità di creare icone, sia l’unico modo per non essere divorati. Il mio approccio consiste nel proporre un’immagine che appartenga a un ordine contemplativo, che sia “padrona del tempo” ispirata da sensazioni, pensieri, considerazioni, rimandi culturali. Lo stile nel leggere il mondo con la fotografia, è quello del narratore, alla ricerca di un ordine e di un equilibrio, nel caos della realtà che si pone davanti agli occhi; di inquadrature in grado di circoscrivere tasselli di un mosaico che vanno componendosi, in una sintesi tra impressioni e stati d’animo e tutto ciò che si pone davanti all’obiettivo; frutto di scelte personali ben precise, che valorizzino il soggetto. Convinto, infine, che lo scatto fotografico sia solo il primo gradino della comunicazione, la uso per la realizzazione di progetti artistici multimediali.
Come la maggior parte delle professioni, in oltre trent’anni di attività, anche la fotografia ha subito una serie di cambiamenti evolutivi, e io con essa; un vero e proprio stravolgimento causato dalla rivoluzione digitale, ma ancor prima, da un mondo del lavoro e culturale, che mi hanno costretto a riconversioni e riposizionamenti continui.
Ma quello che per molti colleghi è stato vissuto come un handicap tecnologico depressivo, per me è stata un’opportunità per dare valore aggiunnto alla fotografia: la possibilità di ampliare gli spazi di lavoro attraverso il web che non ha i limiti di spazio della carta stampata e mi ha permesso di narrare con le immagini. Come fotografo giornalista, ho colto tutte le potenzialità offerte dalla tecnologia e dalla cross medialità, che mi permettono una maggiore libertà creativa; grazie alle piattaforme multimediali con i contenuti fotografici posso realizzare fotovideoshow arricchiti con audio e musica che possono pubblicare in rete su internet completandoli con mappe, link a siti di approfondimento, informazioni utili. Dallo scatto alla post-produzione oggi sono in grado di impreziosire l’idea di partenza.
Così oggi, dopo una vita di esperienze variegate, professionista precario stagista per scelta che mi ha permesso una grande libertà culturale, intellettuale e creativa, che mi stimola continuamente ad una curiosità onnivora, ad apprendere ed imprendere, progettare, proporre e realizzare, sono diventato un photoreportraveler: Fotografo Giornalista Viaggiatore itinerante che, grazie alla tecnologia è in grado di itinerare e in tempo reale, fotografare, narrare e condividere ciò che realizzo, attraverso il mio blog, le mie pagine facebook e collaborando con testate online.
Contatti:
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